Funzioni

La Soprintendenza archivistica per la Sardegna, al pari degli analoghi organi periferici del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, nell'intero territorio regionale esercita la vigilanza sugli archivi degli enti pubblici (comuni e altri enti, compresi gli istituti scolastici stataliProgetto del 1895 per la ristrutturazione del carcere mandamentale, ora sede dell'archivio storico comunale di Iglesiase su quelli privati dichiarati di interesse storico particolarmente importante. Quanto a questi ultimi, la Soprintendenza ne accerta l'esistenza e, se del caso, emette la dichiarazione di interesse storico particolarmente importante.Mostra vinicola realizzata a Cagliari a fine '800, padiglione della ditta Zedda Piras, Archivio Zedda Piras, Alghero

La Soprintendenza vanta inoltre un rapporto di fattiva collaborazione con gli archivi ecclesiastici.

Nel tempo hanno acquistato crescente rilievo le attività di valorizzazione e di promozione dei beni archivistici attraverso molteplici iniziative - mostre, visite guidate, convegni - organizzate autonomamente o con altri soggetti.

Strettamente legate ai compiti istituzionali, sono inoltre la ricerca storico-scientifica, le pubblicazioni di carattere specialistico o divulgativo e la didattica.

Funzioni rilevanti della Soprintendenza sono quelle di intervenire in caso di inadempienza degli enti agli obblighi di legge, di esprimere parere sull'ammissibilità ai contributi statali, di autorizzare e controllare interventi di restauro e di svolgere funzioni d'ufficio esportazione, rilasciando l'autorizzazione preventiva al trasferimento e all'esposizione temporanea di documenti in occasione di mostre o altre manifestazioni sul territorio nazionale o all'estero.

Prevalente rimane comunque la sua funzione di vigilanza, nel cui ambito svolge attività quali:

Un archivio disordinato: caso purtroppo ancora frequenteLa Soprintendenza è anche preposta alle procedure di deposito volontario di archivi e documenti da parte di enti pubblici e di privati negli Archivi di Stato competenti per territorio, e alle procedure di donazione da parte di privati.Ex voto

A voler descrivere, per grandi linee, l'evoluzione storica dell'attività di vigilanza, si deve risalire al 1875, quando a livello normativo fu dichiarato l'interesse nazionale per la sorte degli archivi non statali. A dare la spinta decisiva in questo senso fu il Sesto Congresso storico italiano (1895), in seguito al quale fu disposto l'intervento del governo, attraverso gli Archivi di Stato, per l'ordinamento degli archivi di comuni, curie vescovili, parrocchie e ogni altro ente morale "in modo da servire ai desideri degli studiosi".

Grazie a questa iniziativa, Silvio Lippi e Michele Pinna, dell'Archivio di Stato di Cagliari, poterono riordinare l'uno l'archivio comunale del capoluogo e l'altro quello di Iglesias e del Capitolo metropolitano di Cagliari e vedere pubblicati i relativi inventari. Nel 1902 lo stesso Lippi pubblicò l'Inventario del R. Archivio di Stato di Cagliari e notizie delle carte conservate nei più notevoli archivi comunali, vescovili e capitolari della Sardegna, dove si fornivano preziose informazioni, raccolte in loco dall'autore, sugli archivi civili e religiosi di Cagliari, Ales, Bosa, Iglesias, Lanusei, Oristano, Tortolì, Sassari, Alghero, Castelsardo, Nuoro, Ozieri e Tempio.

Tra il 1927 ed il 1937, infine, Antonio Era, dell'Università di Sassari, diede alle stampe due lavori di carattere storico-giuridico ma con informazioni dettagliate sugli archivi comunali di Alghero e di Oristano.

Una svolta fondamentale all'azione di vigilanza fu impressa con l'istituzione delle Soprintendenze archivistiche, costituite per tale funzione con la legge n. 2006 del 1939. Alla Sardegna, tuttavia, non fu riconosciuta una specifica autonomia, facendo capo alla Soprintendenza per la Liguria, la Lunigiana e la Sardegna. Grazie ad un'azione ispettiva allora avviata in maniera capillare, numerosi ed importanti archivi comunali, ospedalieri e di altri enti pubblici furono censiti e si entrò in contatto con privati proprietari di archivi rilevanti.

Finalmente, il DPR 1409/1963 istituì una Soprintendenza con competenza circoscritta alla sola Sardegna, che ampliò l'attività di vigilanza e intensificò il rapporto con gli ecclesiastici. A seguito dell'applicazione della legge n. 285/1977, si sono quindi potenziate le linee operative tracciate negli anni precedenti dal soprintendente Giovanni Todde, prematuramente scomparso nel 1984. I risultati di tale azione sono cronaca recente e sono rappresentati nelle pagine che seguono.


Progetto del 1895 per la ristrutturazione del carcere mandamentale, ora sede dell'archivio storico del Comune di Iglesias, Archivio Comunale IglesiasMostra vinicola realizzata a Cagliari a fine '800, padiglione Zedda Piras, Archivio Zedda Piras, AlgheroUn archivio disordinato: un caso purtroppo ancora frequenteTavoletta votiva donata da un marinaio scampato miracolosamente alla morte nel 1858 durante la navigazione nel mar Ionio. Museo Santuario di N.S. di Bonaria, CagliariInventario dell'Archivio Comunale di Cagliari - Sezione antica redatto da Silvio Lippi nel 1897

 

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pagina creata il 06/04/2011, ultima modifica 07/11/2017