Archivi ecclesiastici

L'Intesa tra il Ministero per i beni e le attività culturali e la Conferenza episcopale italiana, resa esecutiva dal 2000, consente allo Stato di collaborare alla tutela e alla valorizzazione degli archivi di interesse storico di proprietà di enti ed istituzioni ecclesiastiche mediante interventi tecnici e finanziari concordati.

La Soprintendenza archivistica per la Sardegna già da un ventennio ha attivato numerose iniziative a favore di tali archivi che, per la carenza di fonti documentarie di cui soffre l'isola, hanno una valenza storica particolare.

Al censimento degli archivi diocesani, capitolari e parrocchiali sono seguiti interventi diretti di riordinamento sfociati talvolta nell'elaborazione di strumenti per la consultazione, mentre in altri casi si è assicurato il servizio di apertura al pubblico.

Dal 1986, invece, grazie alle leggi 253/86 e 145/92, sono stati finanziati lavori di ordinamento, inventariazione e restauro di altri archivi, ora consultabili. Contestualmente si è collaborato nel settore della formazione del clero e del laicato che garantiscono la conservazione e la gestione dei beni archivistici, mentre mostre e conferenze hanno rappresentato il momento culminante della valorizzazione.

 

Archivi diocesani

L'isola conta attualmente 10 circoscrizioni ecclesiastiche: Cagliari, Oristano e Sassari, sedi arcivescovili, Ales-Terralba, Alghero-Bosa, Iglesias, Lanusei, Nuoro, Ozieri, e Tempio-Ampurias, sedi vescovili. Ognuna di esse possiede un archivio storico dove è confluita la documentazione degli uffici curiali e talvolta anche quella del Foro ecclesiastico . Spesso, per volere di alcuni vescovi, dalle parrocchie vi sono stati trasferiti i cosiddetti Libri canonici , i registri parrocchiali più noti come Quinque Libri , o anche gli archivi capitolari e quelli dei seminari. In concomitanza col crescente interesse della collettività e grazie anche ai finanziamenti pubblici, molti di questi archivi sono divenuti consultabili.

 

Archivi dei capitoli delle cattedrali

Gli Archivi dei capitoli delle cattedrali in Sardegna sono 12; si trovano ad Ales, Alghero, Bosa, Cagliari, Castelsardo, Iglesias, Lanusei, Nuoro, Oristano, Ozieri, Sassari e Tempio e spesso coesistono nelle strutture che ospitano gli archivi diocesani. Essi sono il prodotto dell'attività dei collegi di canonici e beneficiati, istituiti appositamente nelle cattedrali per assicurarne il decoro e la solennità ed anche per collaborare col vescovo nel governo della diocesi e per supplirlo durante la vacanza della sede. Purtroppo la maggior parte di questi archivi, nonostante il considerevole valore culturale, sono ancora inesplorati perché non pienamente fruibili per cui sono stati oggetto di diversi interventi volti ad agevolarne la conservazione, la consultazione e la valorizzazione.

 

Archivi degli ordini religiosi

La loro presenza è stata massiccia ed incisiva in Sardegna. Ai Benedettini, giunti nel Mille, seguirono i Francescani, con le loro famiglie di Osservanti, Conventuali e Cappuccini, poi i Domenicani, i Mercedari e infine Gesuiti, Serviti, Carmelitani, Agostiniani, Trinitari, senza citare gli altri ordini sopraggiunti dall'Ottocento in poi.

Nonostante ciò sono rari gli archivi che ancora conservano le testimonianze di un'attività plurisecolare sul territorio isolano dove hanno lasciato tracce profonde in ambito spirituale e temporale. Purtroppo, quando gli ordini religiosi furono soppressi con le leggi eversive di fine '800, la documentazione andò dispersa e solo espedienti o eventi fortuiti hanno limitato i danni di una politica così poco attenta alle sorti del patrimonio archivistico nazionale.

In questo settore la Soprintendenza, grazie alla cortese disponibilità dei rispettivi responsabili, ha in corso gli interventi di riordinamento degli archivi della Provincia di Santa Maria delle Grazie dei Frati Minori Osservanti e del Convento di Nostra Signora di Bonaria dell' Ordine della Mercede .

 

Archivi parrocchiali

Nel settore ecclesiastico gli Archivi parrocchiali detengono sicuramente il primato per quantità e distribuzione su tutto il territorio regionale. In base alle ultime statistiche le parrocchie in Sardegna sono 617.

Non tutte possiedono un archivio storico, ma quando questo esiste è un bene unico e prezioso soprattutto per le comunità locali che spesso solo in esso possono ritrovare la propria memoria. Il 10% risale al '500, il 35% al '600 ed un altro 35% al '700, ma vi si possono ritrovare, eccezionalmente, anche singoli documenti del XII e XIII secolo. L'azione svolta nel tempo dalla Soprintendenza consente oggi di delineare una mappa del rischio, valutare le priorità ed elaborare piani mirati che hanno già permesso d'intervenire in situazioni d'emergenza, di fornire consulenze e sostegni per la conservazione e per l'ordinamento, nonché di collaborare per iniziative di valorizzazione.

 

Archivi delle confraternite

L'importanza che rivestono gli Archivi delle confraternite per studi religiosi, sociali ed economici nasce dal fatto che tali associazioni, costituite da laici impegnati in attività religiose, caritatevoli e assistenziali, hanno rappresentato per molti secoli la forma di aggregazione più diffusa e stabile. Ora il loro numero si è ridotto così come è successo per il patrimonio documentario. Per salvaguardare quanto rimasto, molti di questi archivi sono stati censiti ed altri, riconosciuti di particolare interesse storico, hanno usufruito di interventi statali per il riordinamento, restauro e fornitura di arredi.

 

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pagina creata il 07/04/2011, ultima modifica 12/02/2016