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Soprintendenza archivistica della Sardegna

Albero genealogico del 1786 di V. Antonio Maria Ceva di Battifolio, Archivio De Magistris di Castella in Cagliari


Archivi di famiglie e persone

Sono stati fino ad oggi dichiarati di interesse storico particolarmente importante un gran numero di archivi personali:

  • nel 1964 l'archivio dei Manca di Villahermosa, Sarroch, che conta circa 3.000 pezzi (secc. XVIII-XX) relativi all'amministrazione dell'azienda agricola di Orri, territorio di Sarroch, e agli incarichi conferiti dai Savoia al marchese Stefano e ai suoi successori; sono state custodite e poi aggregate all'archivio di famiglia anche carte private lasciate a Villa d'Orri, dopo il suo soggiorno nell'isola, da Carlo Felice di Savoia, di cui Stefano Manca fu consigliere ed amico.
  • nel 1965 quello dello storico del diritto Antonio Era, costituito da un nucleo di carte personali conservato ad Alghero e da uno, conservato a Sassari, consistente in una pregevole raccolta di documenti d'interesse sardo (dal sec. XVII); è corredato di elenco di consistenza;
  • nel 1968 le carte di Simon Guillot, Alghero, un migliaio di pezzi riguardanti i moti rivoluzionari del 1793-1796 di cui i fratelli Simon furono protagonisti; è corredato da elenco di consistenza;
  • nel 1978 l'archivio della famiglia Amat di San Filippo, Cagliari, composto di oltre 3.500 documenti (secc. XIV-XIX), tra i quali 271 pergamene, in prevalenza notarili, giudiziari, amministrativi e familiari, relativi ai diversi feudi di pertinenza e quindi di rilevante interesse per gli studi sull'istituzione feudale in Sardegna, vi sono aggregati nuclei degli archivi Amat di VillariosManca di San PlacidoNin di San Tommaso, contiene materiale di interesse araldica e sfragistico ed è corredato di un inventario parziale e di indici. La varietà, la vastità e l'originalità di questo complesso documentario, hanno consentito di proporre nel 2000, in una mostra, promossa in collaborazione con il Sovrano Ordine Militare di Malta, un suggestivo itinerario che, peraltro, non esaurisce le innumerevoli potenzialità offerte da questo archivio che può considerarsi il più pregevole tra quelli di famiglia.
  • nel 1980 l'archivio De Magistris di Castella, Cagliari, un insieme documentario feudale e familiare (secc. XVI-XX) che travalica l'interesse regionale in virtù dell'origine piemontese del casato. La famiglia De Magistris si trasferì, infatti, a Cagliari a seguito del matrimonio del conte Edoardo con Francesca Amat, nella prima metà dell'Ottocento, inserendosi pienamente nella vita politica e sociale della città; è corredato da elenco di consistenza.
  • nel 1982 l'archivio del deputato Giorgio Asproni, ora depositato presso la Pontificia Facoltà Teologica di Cagliari (1835-1875);
  • nel 1982 l'archivio (secc. XV-XIX) del giudice cagliaritano Giovanni Siotto Pintor, Cagliari, deputato al Parlamento subalpino e senatore del Regno d'Italia; un nucleo dello stesso archivio (1834-1874) era stato già acquisito dall'Archivio di Stato di Cagliari che ancora lo conserva.
  • nel 1983 quello del sacerdote Pietro Casu, Berchidda, con corrispondenza e manoscritti a carattere letterario e religioso (1895-1954); è corredato di elenco di consistenza;
  • nel 1985 l'archivio di Emilio Lussu, che si trova depositato presso il comune di Armungia; è costituito da agende, lettere e manoscritti (1920-1975) relativi al personaggio che fu il principale fondatore del Partito Sardo d'Azione, ministro, deputato, nonché senatore e dirigente del PSI e del PSIUP; è corredato di inventario;
  • nel 1986 l'archivio di Tomaso Serra, che testimonia l'attività anarchica dell'antifascista, combattente nella guerra di Spagna e di liberazione e attivista vicino a Emilio Lussu nel neo costituito PSd'Az (1936-85); è conservato presso l'Archiviu bibrioteka di Guasila;
  • nel 1990 l'archivio di Paolo Pili, Seneghe, uno dei fondatori del PSd'Az, segretario provinciale del Partito Nazionale Fascista e deputato; è costituito da lettere, diari e appunti (1921-1956), corredati da elenco di consistenza;
  • nel 1991 le centinaia di carte dei Serra, Cagliari, relative anche ad altre famiglie nobili come i Cadello, i Tola e i Nieddu, corredate, anch'esse, di elenco di consistenza (1583-1968).
  • nel 1995 quello dell'on. Mario Ascione, Sassari, che, conservato presso la locale Università, permette di delineare l'attività di quest'esponente del sindacalismo agrario fascista nell'opera di colonizzazione e bonifica agraria; è corredato di inventario a stampa (1919-1948);
  • nel 1996 l'archivio Ruda di San Lorenzo, conservato nella suggestiva residenza familiare di Suelli e costituito da oltre 20.000 documenti (secc. XVIII-XIX) di argomento familiare o patrimoniale, relativi alla famiglia e rami collaterali; è corredato di elenco di consistenza.
  • nel 1999 l'archivio del senatore Salvatore Mannironi, Nuoro, che conserva una grossa mole di documenti (1914-1971) inerenti all'attività politica e forense da lui svolta;
  • nel 2002 l'archivio dell'imprenditore sassarese Fausto Garau, conservato a Sassari presso l'Istituto sardo per la storia della Resistenza e dell'autonomia; è costituito da documenti relativi alla società di navigazione Sardamare, di cui il Garau fu socio, e alla SAVAS (Vetreria artistica sarda), di cui fu proprietario (1911-1967);
  • nel 2002 l'archivio del socialista Giovanni Antioco Mura costituito da corrispondenza (1917-1918) inviata dal fronte alla sorella Gavina e da bozzetti realizzati dal Mura, con scene ispirate ad episodi della grande guerra, che sono di particolare rilievo per la loro efficacia espressiva; è conservato presso l'Istituto sardo per la storia della Resistenza di Sassari;
  • nel maggio del 2002 un primo nucleo dell'archivio dello statista Antonio Segni, costituito da documentazione personale, inerente all'attività svolta nell'ambito delle sue cariche istituzionali. Docente universitario, Segni fu un esponente del Partito popolare italiano (P.P.I.) e attivo oppositore del regime fascista; nel secondo dopoguerra fu uno dei fondatori del partito Democristiano (D.C.) e percorse un lungo e prestigioso cursus honorum che nel 1962 lo condusse alla Presidenza della Repubblica. Nel 2012 alle carte già dichiarate si è aggiunto un secondo nucleo di documenti ritrovati nella casa della famiglia Segni: circa 3000 pezzi, relativi alla nascita della FAO, all'istituzione del Ministero delle Pertecipazioni Statali ed all'attività politica di Segni in qualità di ministro della Difesa e degli Affari esteri;
  • nel 2005 l'archivio della famiglia Zapata, che costituisce un'importante fonte storica per la ricostruzione della gestione del feudo di Las Plassas, Barumini e Villanovafranca dove i baroni esercitarono il loro potere per tre secoli, dal 1541 al 1839. La casata dei Zapata, una delle più antiche del regno d'Aragona, risalente al XIII, si stabilì in Sardegna verso la metà del secolo XIV. Nell'archivio sono presenti documenti concernenti anche le famiglie Brondo e Sanna, imparentate coi Zapata. Sono presenti anche carte relative al teatro di Cagliari, di proprietà della famiglia Zapata, ceduto nel 1831 al municipio di Cagliari; 
  • nel 2005 l'archivio Sedda. Corredato di inventario, è costituito da documentazione datata tra il 1785 e il 1940, utile per ricostruire l'ascesa e l'affermazione di una famiglia della borghesia rurale nell'ultimo periodo feudale, attraverso documenti che testimoniano l'accrescimento del patrimonio terriero, l'amministrazione della cosa pubblica, la politica matrimoniale (una parte della documentazione riguarda le famiglie collaterali Guiso e Mastio); le carte offrono anche notizie sulla storia di Ussana, sull'omonimo feudo, sulla parrocchia, sulla comunità e sul comune;
  • nel 2009 l'archivio di Bruno Cipelli, costituito da documentazione personale e professionale che testimonia l'intensa attività dell'ingegnere. Al termine della grande guerra Cipelli iniziò a lavorare per il Genio Civile di Sassari dove fece carriera, ottenendo incarichi anche in altre città della penisola. Nel suo archivio, corredato da inventario, ritroviamo foto, un migliaio di disegni realizzati con diverse tecniche e su supporti di diverso tipo;
  • nel 2009 l'archivio Sanna-Castoldi (1777-1946), costituito da documentazione familiare  e tecnica che testimonia della vita e dell'opera del  proprietario della miniera di Montevecchio, Giovanni Antonio Sanna, e contribuisce a far luce sull'attività dell'importante polo minerario da lui fondato;
  • nel 2010 l'archivio di Francesco Cocco Ortu (Cagliari 1842-Roma 1929), avvocato, fondatore di vari settimanali e quotidiani, ma sopratutto uomo politico; dal 1876 fu deputato al parlamento del Regno per quattordici legislature, a lui si deve il T. U. n. 844/1907 contenente la Legislazione speciale per la Sardegna che  suggella la sua attività instancabile a favore dello sviluppo dell'Isola. L'archivio è costituto da corrispondenza, fotografie, memorie e diari dell'onorevole; 
  • nel 2010 l'archivio del sacerdote Pietro Allori (1925-1985), che rappresenta uno dei più significativi archivi musicali presenti in Sardegna ed è costituito prevalentemente da spartiti musicali originali; l'attività di compositore di Don Allori, spaziava dalla musica liturgica alla composizione per chitarra classica ed elettrica nonché a quella di brani didattici ricreativi. L'archivio è consultabile presso i locali dell'Archivio Storico Diocesano d'Iglesias, ed è stato inserito nel SAN (Sistema Archivistico Nazionale), Portale della Musica;
  • nel 2011 l'archivio di Vico Mossa, illustre architetto sardo del Novecento ma anche scrittore di architettura sarda e fotografo attento delle realtà architettoniche dell'isola. Fu il primo ad affrontare temi quali il rapporto
    esistente fra il paesaggio e i segni che l'uomo vi ha lasciato e la necessità di adottare una politica attenta e accorta, finalizzata alla tutela del patrimonio ambientale e culturale dell'isola. La documentazione comprende un arco temporale che va dal 1935 al 1990 circa;
  • nel 2012 l'archivio di Mario Delitala, pittore e incisore tra i più significativi nel panorama dell'arte sarda del Novecento. La sua attività artistica, associata allo studio e alla ricerca, fu lunga e diversa e certamente influenzata dalle correnti a lui contemporanee. Delitala privilegiava la pittura, in particolare i paesaggi sardi e la ritrattistica, ma si dedicò anche alle decorazioni a mosaico e alla decorazione di edifici pubblici, privati ed ecclesiastici. Nel 1935 vinse il Premio della Regina, ex aequo con Stanis Dessy, e nel 1936, il Premio
    Presidenza Biennale della Biennale di Venezia. Le carte conservate nel suo archivio permettono di ricostruire la vicenda artistica del pittore ma anche alcuni aspetti della sua vita familiare e sociale; sono presenti, infatti,
    alcuni documenti relativi alla sua partecipazione a mostre e concorsi, documenti che riconducono alla sua attività didattica negli istituti d'arte, la corrispondenza con artisti e con personalità del mondo culturale e politico quali Francesco Ciusa, Eugenio Tavolata, Costantino Nivola, Filippo Figari, Mario Berlinguer e tanti altri;
  • nel 2012 l'archivio dell'Onorevole Francesco Cocco Ortu junior (1912-1969), nipote dell'omonimo uomo politico liberale. Fu anch'egli protagonista della vita politica sarda: nell'immediato secondo dopoguerra partecipò alla ricostruzione di Cagliari, nel 1944 fu consigliere municipale e fu quindi nominato assessore all'annona. Svolse un'intensa attività forense e giornalistica.
  • nel 2015 l’archivio Antonio Franzil (1899-1973) con 45 unità archivistiche;
  • l’archivio del Senatore Mario Birardi di La Maddalena dichiarato nel 2015;
  • nel 2016 l’archivio del Dott. Mario Faticoni, Teatro dell’Arco il Crogiuolo con 911 pezzi;
  • nel 2017 l’archivio “Cicito Vacca” contenente 310 unità archivistiche con estremi cronologici dal 1930 al 1988.
  • Si segnalano inoltre gli archivi di architetti, ingegneri e imprese edili che hanno significativamente operato in Sardegna nel Novecento, di recente dichiarati di interesse storico particolarmente importante e divenuti oggetto di uno specifico progetto di intervento: Archivi per la storia dell'architettura del Novecento.

     

    Raccolte

    Ai fondi archivistici personali e familiari fin qui citati si aggiungono le raccolte documentarie realizzate da studiosi e collezionisti come quelle di Amadu (Ozieri), di Camedda (Quartucciu) e di Lùperi (Oristano), dichiarate rispettivamente dal 1986, 1997 e 1992, che conservano documenti di associazioni e ordini religiosi.

    Notevoli anche le raccolte di fotografie: quella di Oliviero Maccioni (Cagliari), oltre 7.000 (1839-1943) dichiarate dal 1986, relative soprattutto a Cagliari, Iglesias, Oristano e Sassari, e quella di Elettrio Corda (Nuoro), dichiarata nel 1983, sulla stessa città di Nuoro.

     

    Singoli documenti

    Sono stati vincolati anche singoli documenti come, nel 1994, la Concessione feudale del re d'Aragona Pietro III a Poncio del Giardino (30 ottobre 1373) e la Patente di Giudice della Reale Udienza a favore di Rafaele Valentino (27 aprile 1795), documenti ambedue pergamenacei, e un Registro matricola di iscritti a logge massoniche cagliaritane, Cagliari. 
    Nel 2013 è stato poi dichiarato un volume manoscritto del sec. XVIII, costituito da 392 pagine, dal titolo Relazione di vari progetti sovra diverse materie che riflettono la Sardegna, fonte per lo studio della storia economica e sociale della Sardegna.



Ultimo aggiornamento: 27/12/2018