PEC: mbac-sa-sar@mailcert.beniculturali.it   e-mail: sa-sar@beniculturali.it  tel:  070 401610

Soprintendenza archivistica della Sardegna

Pergamena di aggregazione datata 1616 all'Arciconfraternita romana del Santissimo Crocifisso, Archivio della Confraternita del Santissimo Crocifisso di Cagliari


Archivi ecclesiastici

L'Intesa tra il Ministero per i beni e le attività culturali e la Conferenza episcopale italiana, resa esecutiva dal 2000, consente allo Stato di collaborare alla tutela e alla valorizzazione degli archivi di interesse storico di proprietà di enti ed istituzioni ecclesiastiche mediante interventi tecnici e finanziari concordati.

La Soprintendenza archivistica per la Sardegna già da un ventennio ha attivato numerose iniziative a favore di tali archivi che, per la carenza di fonti documentarie di cui soffre l'isola, hanno una valenza storica particolare.

Al censimento degli archivi diocesani, capitolari e parrocchiali sono seguiti interventi diretti di riordinamento sfociati talvolta nell'elaborazione di strumenti per la consultazione, mentre in altri casi si è assicurato il servizio di apertura al pubblico.

Dal 1986, invece, grazie alle leggi 253/86 e 145/92, sono stati finanziati lavori di ordinamento, inventariazione e restauro di altri archivi, ora consultabili. Contestualmente si è collaborato nel settore della formazione del clero e del laicato che garantiscono la conservazione e la gestione dei beni archivistici, mentre mostre e conferenze hanno rappresentato il momento culminante della valorizzazione.

 

Archivi diocesani

L'isola conta attualmente 10 circoscrizioni ecclesiastiche: Cagliari, Oristano e Sassari, sedi arcivescovili, Ales-Terralba, Alghero-Bosa, Iglesias, Lanusei, Nuoro, Ozieri, e Tempio-Ampurias, sedi vescovili. Ognuna di esse possiede un archivio storico dove è confluita la documentazione degli uffici curiali e talvolta anche quella del Foro ecclesiastico . Spesso, per volere di alcuni vescovi, dalle parrocchie vi sono stati trasferiti i cosiddetti Libri canonici , i registri parrocchiali più noti come Quinque Libri , o anche gli archivi capitolari e quelli dei seminari. In concomitanza col crescente interesse della collettività e grazie anche ai finanziamenti pubblici, molti di questi archivi sono divenuti consultabili.

  • Nel capoluogo sardo, dove la presenza dell'autorità vescovile è attestata dal IV secolo, l' Archivio storico della Curia Arcivescovile di Cagliari conserva i documenti più antichi di tutta l'isola: le cosiddette Carte volgari , risalenti in originale pergamenaceo al XII secolo ed in copia cartacea all'XI secolo, provengono dalla diocesi soppressa di Suelli, allora suffraganea di quella di Cagliari e sono scritte in antico sardo campidanese. L'altra documentazione, a causa di un incendio che distrusse l'archivio, parte però dal XV secolo. Si segnalano tra le numerose serie archivistiche quelle dei Diversorum , in cui sono trascritti i documenti più antichi, molti dei quali ormai scomparsi; quelle particolarmente interessanti dei Commune , degli Ordinarium o dei Decreti , in cui si trovano i provvedimenti emanati dagli arcivescovi dal 1515 ai primi decenni del Novecento; e quindi gli oltre mille registri della Contadoria (1583-1935) nei quali è annotata la contabilità della diocesi e quella delle parrocchie, delle associazioni laicali e delle opere pie ed inoltre le migliaia di pezzi del Foro ecclesiastico (dal secolo XV) tra cui le numerosissime Cause discusse in primo grado o presso il Tribunale di appellazioni e gravami e le Sentenze . Tutte le parrocchie della diocesi, inoltre, versano in questo archivio i loro Quinque Libri che ormai sono oltre 2.500 e risalgono alla seconda metà del secolo XVI. Per oltre un decennio la Soprintendenza ha collaborato alla sistemazione delle carte di quest'archivio in locali idonei, al loro ordinamento e all'assistenza agli studiosi. Oggi esso è aperto al pubblico grazie ad una convenzione col Comune di Cagliari.
  • La diocesi turritana, sorta nel V secolo, ha istituito nel 1984 l' Archivio storico diocesano di Sassari, un pregevole complesso documentario che decorre dal XIII secolo e nel quale sono confluiti, accanto agli archivi della Curia arcivescovile (con le serie finora inventariate del Clero Amministrazione Inventari Restauri Suppliche Statistiche demografiche Rescritti pontifici ) e del Capitolo , i Quinque Libri (1063 pezzi dal 1569 al 1949) e le carte del Tribunale arcivescovile , già attivo a Sassari nel 1334. Questo organismo, probabilmente il primo del suo genere sorto nell'isola, esercitò sugli ecclesiastici e sui laici, sottoposti alla sua giurisdizione, funzioni giudiziarie in materia civile e penale, di primo grado nell'ambito del territorio diocesano e di appello anche in quello delle diocesi suffraganee. Ne conservano la testimonianza, assieme ad altre interessanti informazioni, le migliaia di cause ora ordinate e inventariate. In considerazione dell'importanza di questo patrimonio, lo Stato, tramite la Soprintendenza, ed altri enti pubblici hanno fornito sostegni finanziari per rendere consultabile l'archivio che offre diversificati servizi all'utenza e dispone di analitici inventari.
  • Nonostante l'antichità della Diocesi, che risale al V secolo, l' Archivio storico della Diocesi di Iglesias possiede documenti solo dalla metà del Cinquecento. I vari trasferimenti, un incendio che nel 1355 devastò la pisana Villa di Chiesa distruggendone gli archivi, ed infine l'unione con Cagliari (1513-1763), sono le cause del depauperamento della documentazione che tuttavia è essenziale per capire il ruolo svolto dalla Chiesa nell'ambito spirituale e sociale su un territorio dedito principalmente alla plurisecolare e gravosa attività mineraria. Grazie alla L. 253 una parte dell'archivio è stata già inventariata nel 1997 ( Vescovi Clero Ordini religiosi Parrocchie Confraternite Opere pie Contadoria ), mentre nel 2002 si è concluso un nuovo intervento, finanziato con altri fondi ministeriali, e che ha interessato le Pergamene , i Quinque Libri e le carte del Foro ecclesiastico .
  • Anche l' Archivio storico della Diocesi di Lanusei , istituita nel 1824 col titolo d'Ogliastra modificato in quello attuale nel 1986, ha usufruito della L. 253 che ha consentito di ordinare e inventariare gran parte della documentazione. Questa è costituita da poco più di 1.000 pezzi, molti dei quali anteriori all'Ottocento. Risalgono alla metà del '500, i Quinque Libri che, recentemente, sono stati prescelti come fonte documentaria privilegiata per approfonditi studi genetici sulla popolazione della regione storicamente endogama. Dal Settecento decorrono, invece, i registri di Amministrazione delle parrocchie e degli altri enti ed associazioni ecclesiastiche sorte nel territorio che in passato fu dell'antica diocesi di Suelli, unita nel 1420 a quella di Cagliari di cui ora la diocesi ogliastrina è suffraganea. Partono, invece, dall'Ottocento i Protocolli , i Copialettere ed i Benefici . Infine il fondo del Seminario Tridentino istituito a Tortolì, già sede della nuova diocesi dal suo primo vescovo, Serafino Carchero, risale al 1825. Questo tipo di documentazione, offre l'opportunità di citare anche l' Archivio del Seminario arcivescovile di Oristano in corso di censimento da parte della Soprintendenza. I suoi documenti decorrono dal 1712, anno di fondazione.

 

Archivi dei capitoli delle cattedrali

Gli Archivi dei capitoli delle cattedrali in Sardegna sono 12; si trovano ad Ales, Alghero, Bosa, Cagliari, Castelsardo, Iglesias, Lanusei, Nuoro, Oristano, Ozieri, Sassari e Tempio e spesso coesistono nelle strutture che ospitano gli archivi diocesani. Essi sono il prodotto dell'attività dei collegi di canonici e beneficiati, istituiti appositamente nelle cattedrali per assicurarne il decoro e la solennità ed anche per collaborare col vescovo nel governo della diocesi e per supplirlo durante la vacanza della sede. Purtroppo la maggior parte di questi archivi, nonostante il considerevole valore culturale, sono ancora inesplorati perché non pienamente fruibili per cui sono stati oggetto di diversi interventi volti ad agevolarne la conservazione, la consultazione e la valorizzazione.

  • L' Archivio del Capitolo della Cattedrale di Cagliari ha subito dispersioni e danni per un incendio e per la lunga inadeguata sistemazione. Tra il 1992 ed il 1995 contributi statali e regionali hanno permesso di effettuare interventi di bonifica, restauro e microfilmatura. L'archivio con circa 2.500 pezzi, in buona parte ordinati ed inventariati, risale al XIV secolo sebbene conservi anche una copia settecentesca di un documento del 1068. Accanto alle Pergamene dal 1337, alle Bolle, brevi e lettere pontificie dal 1341, alle serie organiche dell' Amministrazione dal 1508 e delle Costituzioni e statuti dal 1439 e alle Risoluzioni capitolari dal 1515 nonché all'altro materiale documentario che riflette l'attività del Capitolo cagliaritano, titolare per secoli di grande prestigio, vi sono inoltre confluiti, per svariati motivi, spezzoni di archivi familiari che fanno di questo archivio una vera miniera di notizie di ogni genere. Trasferito recentemente nei nuovi locali del Seminario diocesano, ha sede nella stessa struttura che ospita l'archivio arcivescovile e sebbene meno noto ha un'utenza in crescita continua.
  • La Diocesi di Tempio-Ampurias, sorta nel 1986 dalla fusione delle due diocesi, peraltro unite già dal 1506, ha ottenuto contributi con la L. 253 di cui hanno usufruito in particolare gli Archivi capitolari di Tempio e di Castelsardo , conservati presso le cattedrali delle due città, già sedi vescovili. In ambedue i casi la documentazione che non è cospicua e risale prevalentemente al '600, è fondamentale soprattutto per la storia delle vicende politico-sociali della Gallura e dell'Anglona, territori estremamente poveri dal punto di vista archivistico.
  • Il Capitolo della Cattedrale di Iglesias possiede documenti dal Cinquecento ai primi decenni del Novecento. Il censimento effettuato di recente dalla Soprintendenza ne ha messo in evidenza la sostanziale integrità e l'estremo interesse per la storia civile ed ecclesiale della comunità iglesiente e ne agevola, in attesa dell'ordinamento scientifico, la consultazione delle numerose serie organiche ( Costituzioni Statuti Deliberazioni Benefici Cappellanie Spogli Amministrazione Atti notarili ). 

 

Archivi degli ordini religiosi

La loro presenza è stata massiccia ed incisiva in Sardegna. Ai Benedettini, giunti nel Mille, seguirono i Francescani, con le loro famiglie di Osservanti, Conventuali e Cappuccini, poi i Domenicani, i Mercedari e infine Gesuiti, Serviti, Carmelitani, Agostiniani, Trinitari, senza citare gli altri ordini sopraggiunti dall'Ottocento in poi.

Nonostante ciò sono rari gli archivi che ancora conservano le testimonianze di un'attività plurisecolare sul territorio isolano dove hanno lasciato tracce profonde in ambito spirituale e temporale. Purtroppo, quando gli ordini religiosi furono soppressi con le leggi eversive di fine '800, la documentazione andò dispersa e solo espedienti o eventi fortuiti hanno limitato i danni di una politica così poco attenta alle sorti del patrimonio archivistico nazionale.

In questo settore la Soprintendenza, grazie alla cortese disponibilità dei rispettivi responsabili, ha in corso gli interventi di riordinamento degli archivi della Provincia di Santa Maria delle Grazie dei Frati Minori Osservanti e del Convento di Nostra Signora di Bonaria dell' Ordine della Mercede .

  • Il primo convento dei Frati Osservanti fu fondato in Sardegna a Oristano nel 1458, e nel 1517 fu eretta la Provincia di Santa Maria delle Grazie che sopravvisse fino al 1639 quando il Papa, per sanare contrasti interni, la divise in due province: quella sassarese conservò l'antica invocazione, la cagliaritana fu intitolata a San Saturnino. Fortemente colpite ambedue dalle leggi eversive contro le corporazioni religiose, risorsero nel 1891 unificate sotto la primitiva denominazione. L'archivio storico, custodito a Cagliari, conserva, a partire dal 1510, la documentazione della Provincia e di 20 Conventi , una raccolta di 29 Pergamene ed alcuni archivi aggregati come quelli del Commissariato di Terrasanta e della Confraternita dei Siciliani . Consta di circa 800 pezzi, ma sono previsti incrementi per l'azione di recupero in atto presso i vari conventi.
  • L' Archivio del Convento di Nostra Signora di Bonaria dell' Ordine della Mercede di Cagliari, impoverito dalle leggi di soppressione, soprattutto nella documentazione membranacea di provenienza regia e pontificia, merita una citazione in considerazione del ruolo ricoperto nella storia religiosa e civile della Sardegna, a partire dal secolo XV, dai suoi frati. Il loro nome infatti è legato all'opera che svolsero per la liberazione dei sardi fatti schiavi dai barbareschi e alla diffusione del culto per la Madonna di Bonaria, patrona massima della Sardegna. La perdita dei documenti è parzialmente sopperita dai manoscritti di padre Francesco Sulis (1819-1894), insigne storico dell'Ordine, che lasciò oltre agli elenchi del materiale documentario poi scomparso, numerose notizie da questo tratte. L'archivio conserva sporadici documenti dei secoli XVI e XVII, mentre il nucleo più consistente risale al Settecento. Da segnalare i Registri della Provincia poi Congregazione (1750 al 1951), la documentazione relativa alla Fabbrica della basilica (1758) ed ai Conventi dell'Ordine.

 

Archivi parrocchiali

Nel settore ecclesiastico gli Archivi parrocchiali detengono sicuramente il primato per quantità e distribuzione su tutto il territorio regionale. In base alle ultime statistiche le parrocchie in Sardegna sono 617.

Non tutte possiedono un archivio storico, ma quando questo esiste è un bene unico e prezioso soprattutto per le comunità locali che spesso solo in esso possono ritrovare la propria memoria. Il 10% risale al '500, il 35% al '600 ed un altro 35% al '700, ma vi si possono ritrovare, eccezionalmente, anche singoli documenti del XII e XIII secolo. L'azione svolta nel tempo dalla Soprintendenza consente oggi di delineare una mappa del rischio, valutare le priorità ed elaborare piani mirati che hanno già permesso d'intervenire in situazioni d'emergenza, di fornire consulenze e sostegni per la conservazione e per l'ordinamento, nonché di collaborare per iniziative di valorizzazione.

  • L' Archivio della Parrocchia collegiata di Sant'Eulalia di Cagliari merita un discorso a parte. Si tratta, infatti, di un complesso costituito dalla documentazione dell'ente parrocchia e dai fondi aggregati delle Arciconfraternite del Santo Sepolcro, del Santissimo Sacramento e di Santa Lucia . L'archivio parrocchiale (secc. XVI-XX) testimonia con le sue serie principali ( Verbali delle adunanze Puntazioni Manuali delle messe Atti notarili Quietanze Cause civili Decreti dell'autorità ecclesiastica ) l'operato del collegio di presbiteri presente dal 1622 ai primi decenni del '900. Gli altri fondi aggregati riflettono invece, sin dal Cinquecento, l'attività assistenziale e devozionale svolta dalle associazioni laicali nel quartiere della Marina dove possedevano cospicui patrimoni. Tra questi spicca l'archivio del Santo Sepolcro con le sue 33 Pergamene attestanti i rapporti tra il sodalizio cagliaritano e la Curia pontificia ed i diversi registri contabili. L'archivio di Sant'Eulalia per il suo interesse storico-culturale ha usufruito della L. 253 e già da alcuni anni è oggetto di iniziative di valorizzazione promosse e curate dalla Soprintendenza.

 

Archivi delle confraternite

L'importanza che rivestono gli Archivi delle confraternite per studi religiosi, sociali ed economici nasce dal fatto che tali associazioni, costituite da laici impegnati in attività religiose, caritatevoli e assistenziali, hanno rappresentato per molti secoli la forma di aggregazione più diffusa e stabile. Ora il loro numero si è ridotto così come è successo per il patrimonio documentario. Per salvaguardare quanto rimasto, molti di questi archivi sono stati censiti ed altri, riconosciuti di particolare interesse storico, hanno usufruito di interventi statali per il riordinamento, restauro e fornitura di arredi.

  • L' Arciconfraternita della Vergine d'Itria di Cagliari , associazione istituita nel 1607 presso il convento degli Agostiniani e trasferitasi nel 1881 nella chiesa di Sant'Antonio abate, nel quartiere della Marina, ha prodotto un archivio che nel 1992 è stato riordinato e inventariato a cura della Soprintendenza. Dichiarato di notevole interesse storico, il suo materiale documentario si è conservato quasi integro (atti relativi all' Istituzione Regolamenti Privilegi Deliberazioni Inventari Atti notarili Documentazione contabile e amministrativa dal 1607) e offre uno spaccato della vita spirituale ed economica dell'associazione e della società cagliaritana in genere.
  • L' Arciconfraternita dei Santi Martiri Giorgio e Caterina dei Genovesi di Cagliari, sodalizio istituito sul finire del XVI secolo da membri della comunità genovese operante nel capoluogo sardo, custodisce un archivio riconosciuto di notevole interesse storico nel 1980. Pur gravemente danneggiato dai bombardamenti del 1943, conserva ancora, oltre ad un pregevole testo cinquecentesco delle Costituzioni e alle serie integre delle Congregazioni generali e particolari a partire dal 1599, molte testimonianze della vita religiosa e sociale dei confratelli, delle loro attività commerciali e delle relazioni con la madrepatria.
  • L' Arciconfraternita del Crocefisso di Cagliari sorse agli inizi del Seicento per diffondere la devozione del Cristo in croce, celebrandone con solenni cerimonie la passione e la morte. Il suo archivio, riconosciuto di interesse storico nel 1983, sebbene devastato da un'infestazione termitica, è interessante per lo studio delle tradizioni religiose e dell'esercizio della pietà a Cagliari.
  • L'Arciconfraternita della Vergine della Solitudine di Cagliari, fu istituita nel 1603 nella Chiesa di Bardilio dell'ordine dei Trinitari nel quartiere di Villanova, con il fine di riscattare dalla schiavitù i sardi caduti in mano agli infedeli e assistere i carcerati. Il suo archivio (dichiarato nel 2004) rappresenta una fonte importante per la ricostruzione della storia della confraternita, per gli studi sull'associazionismo laicale, sulla religiosità popolare e sui diversi aspetti socio-economici della città di Cagliari.
  • E' stato dichiarato nel 2012 l'archivio dell'Arciconfraternita del SS. Sacramento di Sassari, che si trova conservato in parte presso l'Archivio di Stato ed in parte nella sacrestia della Chiesa di S. Andrea di Sassari. Si tratta di 5 metri lineari di documenti, compresi tra la metà del XVII secolo e gli anni '70 del Novecento.

 



Ultimo aggiornamento: 07/08/2018